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INVOLTINI DI VERZA VEG. in collaborazione con la food-blogger Lucia di @leprelibatudini.

Il cavolo verza è un alimento davvero poco calorico, in grado di saziare con facilità chi lo consuma ed è composto prevalentemente da acqua, al 90%.
Ben rappresentati sono anche i sali minerali, in particolare calcio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, zinco e ferro, e contiene anche molte vitamine, soprattutto quelle del gruppo A, B, C, K ed E.
I suoi usi in cucina sono infiniti ed è la base di molte appetito ricette, ma oggi voglio presentarvi la mia preferita: gli involtini.😃
Facilissimi da realizzare, questi involtini prevedono un ripieno gustosissimo a base di patate e tofu affumicato, arricchito da filante mozzarella veg.
Ogni volta che li faccio sono un gran successo!

Ingredienti:

  • Una verza
  • 1 panetto di tofu affumicato
  • 1 kg di patate
  • Formaggio veg tipo mozzarella
  • 6 cucchiai di lievito alimentare
  • 2 cucchiai di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di noce moscata
  • Sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

Pelate le patate e mettetele a bollire.

Nel frattempo lavate la verza e cuocete le foglie in abbondante acqua salata per 5 minuti, poi scolatele e lasciatele raffreddare.

Quando le patate saranno cotte, scolatele e mettetele in una ciotola dove potrete schiacciarle con una forchetta o uno schiaccia patate.

Mentre si intiepidiscono tagliate il tofu a tocchetti e saltatelo in  padella con un goccio di salsa di soia per qualche minuto.

Aggiungetelo poi alle patate assieme alla mozzarella veg tagliata a tocchetti, il lievito alimentare, noce moscata, sale e pepe. Potete aggiungere anche eventuali fogliette di verza piccole o rotte, anch’esse tagliate a pezzettini.

Amalgamate bene tutto (io lo faccio con le mani) ed aggiustate di sale e spezie.

Ora prendete una foglia, praticate un’incisione di un paio di centimetri sulla base della nervatura centrale, versate un po’ di ripieno al centro ed arrotolate a tasca.

Disponete gli involtini in una teglia con un filo d’olio sopra e cuocete 10 minuti a 220° statico più altri 10 minuti al grill.

Pecorino e ricotta biologici: visita all’azienda di Sandra Bacciotti

Sveglia ore 4.30 di notte, colazione fugace e siamo partiti da Firenze in direzione Scarperia.

Era tanto che volevamo farlo, ma abbiamo aspettato che il tempo migliorasse e il sole intiepidisse l’aria. Per telefono la signora Sandra (la proprietaria), ci aveva detto scherzando e ridendo che volendo potevamo andare da lei alle 6.30 di mattina, per poter aiutarla nel lavoro.

Non ce lo siamo fatti ripetere due volte. Alle 6.25 in punto di mattina eravamo già arrivati in azienda!

Sandra era già pronta. E’ uscita di casa, ci ha salutato ed è subito salita sul trattore per accenderlo. Dato che il trattore non partiva, ha esclamato “devo fare le candelette!!!”. Io ero esaltato!

Che gran donna che è Sandra!

Finalmente il trattore è partito e Sandra ci ha detto di seguirla in fondo alla discesa dove c’era la stalla. Una volta arrivati Sara, una ragazza che lavora per la Sandra si è occupata di attaccare al trattore il fusto di acciaio che sarebbe servito a contenere il latte prodotto in mattinata.

Dato che il fusto non si voleva attaccare, la ragazza a forza di calci assestati bene l’ha convinto a mettersi al suo posto… io ero esaltato nuovamente!

Non solo Sandra è una gran donna, ma anche chi lavora per lei!

Nel tragitto che si snodava verso le stalle, abbiamo conosciuto:

  • Roberto (il fratello di Sandra) che si occupa delle coltivazioni, della stalla, di alcuni lavori di bonifica e del taglio boschi
  • Alice, Sara, Guendalina e Francesco che lavorano alla stalla
  • Pietro che fa il trattorista 
  • Vincenzo che si occupa del taglio legna. 

Siamo entrati finalmente nella stalla e circondati dalle pecore e dagli agnellini, Sandra ci ha spiegato come funziona la sua azienda. Ecco le sue testuali parole:

Alleviamo pecore da latte di razza Sarda secondi i metodi dell’agricoltura biologica dal 2001 e produciamo direttamente i foraggi per l’alimentazione del nostro gregge. In questi anni la nostra conoscenza delle tecniche biologiche è aumentata gradualmente, insieme alla nostra passione per gli animali e la terra. Nel rispetto della natura nei campi non vengono utilizzate sostanze chimiche di sintesi ma concimi organici per una produzione ecosostenibile e salutare, mentre i nostri animali sono curati con prodotti omeopatici e pascolano all’aperto per la maggior parte dell’anno. I nostri terreni sono resi fertili da opportune rotazioni naturali tra colture foraggere e cereali e dagli animali stessi. Abbiamo una gestione diretta di tutto il ciclo produttivo e questo ci rende possibile avere il pieno controllo di ogni fase della produzione, garantendone la qualità.

Il latte di nostra produzione viene trasformato in formaggi biologici nel piccolo caseificio all’interno dell’azienda. La qualità del latte, la sua freschezza e la pulizia dell’ambiente di lavorazione sono il presupposto indispensabile per realizzare un buon prodotto. La lavorazione viene fatta a latte crudo, senza sottoporre il latte a trattamenti termici che ne alterano la qualità e le vitamine e distruggono la microflora autoctona. Nella caseificazione giocano quindi un ruolo fondamentale i ceppi microbici autoctoni, propri del nostro ambiente, che conferiscono al formaggio odori ed aromi complessi, intensi e unici. Vengono lavorate ogni volta piccole quantità di latte secondo un processo artigianale dove la manualità e l’esperienza giocano un ruolo fondamentale. Una volta fatto il formaggio il siero viene riscaldato fino a fare affiorare la ricotta. Questo latticino viene raccolto con delicatezza e messo a sgrondare nelle fuscelle nelle quali verrà poi venduto. Tra i nostri formaggi abbiamo anche specialità con diverse stagionature, come ad esempio il pecorino fresco, il pecorino stagionato, il pecorino a pasta semicotta, il raveggiolo, la ricotta, la robiola cremosa, lo yogurt di pecora, il pecorino morbido a caglio vegetale. Ogni prodotto ha il suo sapore inconfondibile e genuino, risultato di una lavorazione che lascia integre tutte le qualità e gli aromi dei nutrienti presenti nella materia prima. Rispettare la natura ci ha permesso di riscoprire sapientemente sfumature di aromi e gusti troppo spesso dimenticati a favore di un prodotto standardizzato e meno ricco di vitamine e sostanze sane e nutrienti. Le pecore che sono presenti nella stalla si dividono in tre parti: quelle incinta, quelle che hanno appena avuto gli agnellini e infine quelle che hanno avuto gli agnellini da almeno 5 mesi. Gli agnellini hanno tutto il tempo di fare lo svezzamento con la mamma, che dura più mesi. Dopo di ché, dopo lo svezzamento, quando sono più grandicelli, passano a mangiare il mangime biologico autoprodotto dall’azienda stessa.

Dopo la visita alle stalle, siamo andati al laboratorio che si trova in azienda, a poche centinaia di metri.

Dopo aver indossato tutte le protezioni igieniche, abbiamo varcato la soglia del laboratorio. Un buonissimo odore pungente di formaggio ci ha subito pervaso!  Caterina e Elisa (le due ragazze che si occupano della trasformazione insieme a Sandra)  stavano sollevando dei secchi enormi pieni di cagliata.

Non so quanto pesavano i secchi ma a occhio e croce una ventina di kg ciascuno. Incredibile! 

Siamo rimasti incantati a osservare, per almeno tre ore tutti i processi di produzione dei formaggi fino alla ricotta.

Le ragazze sono state molto gentili, facendo trasparire la passione che mettono tutti i giorni nel trasformare un prodotto così prezioso come è il latte.

Un lavoro ricco di accortezze e fatica, di tempi da rispettare e pulizie da compiere.

Il sentir dir loro di trovarsi spesso impazienti di assaggiare i formaggi per valutare il risultato, è la cartina tornasole che non c’è fatica o ripetitività che tengano di fronte alla passione.

Guardatevi il video, che è un riassunto della giornata (si vede anche la Sandra sul trattore e la ragazza che attacca il fusto del latte)…. abbiamo tolto l’audio reale, perché sarebbe stato tutto un “bhhhhèèèèèèèèèèèèèèèè!!!!

 

 

 

 

ALETTE DI CAVOLFIORE

Nuovo appuntamento per la rubrica #incucinacolceppo in collaborazione con la food-blogger Lucia di @leprelibatudini.

Le avete mai assaggiate? Così piccole e croccanti, sono perfette da intingere in una salsina formaggiosa e mangiarsele una dopo l’altra. Magari pure sedute sul divano, per una sera, guardandosi un bel film… Queste alette si preparano davvero in un attimo: basta preparare la pastella, tuffarcele dentro ed infilarle in forno. Pronte! Per gustarsele al meglio, vi consiglio di mangiarle calde, appena uscite dal forno: saranno al massimo della loro croccantezza. E’ possibile farne anche una versione totalmente #senzaglutine, omettendo il pangrattato. Saranno leggermente meno croccanti, ma ugualmente deliziose! Immancabile poi una salsina in cui tuffarle: provate questa salsa velocissima a base di yogurt e #tahini, vi sorprenderà!

 

ALETTE DI CAVOLFIORE

Ingredienti:

Per le Alette:

  •  1 cavolfiore
  • 100 gr di farina di ceci
  • 150 gr di acqua
  • 1 cucchiaino di aglio in polvere
  • 1 cucchiaino di paprika affumicata
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 bel pizzico di pepe
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2-4 cucchiai di salsa piccante tipo Sriracha
  • 1 tazza di pangrattato

 

Per la Salsa allo Yogurt:

  • 250 gr di yogurt di soia al naturale
  •  3 cucchiaini colmi di Tahini
  •  Succo di 1/2 limone
  •  Sale q.b.

Procedimento:

Lavate il cavolfiore e separate le cimette, tagliando in due le più grosse. Preriscaldate il forno e nel frattempo preparate la pastella unendo in una ciotola la farina di ceci, le spezie, la salsa piccante e l’acqua poco per volta affinché non si formino grumi. Preparate un’altra ciotola con del pangrattato e poi tuffate le cimette di cavolfiore prima nella pastella e poi nel pangrattato, fino a formare un bel rivestimento che ricopre tutta la superficie. Disponete le vostre “alette” ben distanziate su tra loro su una teglia ricoperta con carta da forno e cuocete a 230° per 25 minuti, più 10 ulteriori minuti al grill.

La salsina allo yogurt si realizza semplicemente mescolando tutti gli ingredienti (se avete tempo fate sgocciolare lo yogurt dentro un colino coperto da garza di cotone e poggiato su una ciotola per qualche ora in frigorifero: vi verrà una salsina ancora più densa e cremosa).

Gustatele ancora calde tuffandole nella salsina allo yogurt.

Saranno deliziose e super croccanti!

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CREPES CON MELE

Nuovo appuntamento per la rubrica #incucinacolceppo in collaborazione con la food-blogger Lucia di @leprelibatudini.

 

CREPES CON MELE

Ingredienti:

per la pastella:

  • 200 gr di farina integrale
  • 400 gr di latte di mandorle
  • 1 cucchiaio colmo di zucchero di canna integrale
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • Un pizzico di sale

 

per il ripieno:

    • 4 o 5 mele
    • Succo di un limone
    • 2 cucchiai di zucchero di canna integrale
    • 1 cucchiaino di cannella
    • Mezzo bicchiere di acqua
    • Una manciata di gherigli di noce
    • Zucchero a velo e cannella per guarnire

Procedimento:

Preparate la pastella mettendo tutti gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungete pian piano l’acqua e l’olio e mescolate bene con una forchetta. Mescolate a lungo ed energicamente, come se doveste sbattere delle uova, assicurandovi di aver sciolto ogni eventuale grumo e di aver ottenuto una pastella piena di bollicine d’aria.

A questo punto riponetela in frigo a riposare e passate a preparare il ripieno.

 

Tagliate a cubetti quattro o cinque belle mele succose, irrorandole di succo di limone per non farle scurire. Mettetele in una padella assieme a zucchero, cannella e un goccio di acqua, e cuocetele a fuoco lento finché non diventano tenere e fragranti. Solo in ultimo aggiungete i gherigli di noce, rimescolate e spegnete il fuoco.

 

Passate adesso a cuocere le crêpes: versate una mestolata di pastella in una padella antiaderente ben calda, abbassate il fuoco e aspettate che la superficie si riempia di bolle. Sollevate i bordi della crepe e se si stacca facilmente è il momento di girarla. Cuocete un altro minutino o due anche dall’altro lato ed è pronta. Proseguite così fino alla fine della pastella, vi dovrebbero venire all’incirca sei crêpes.

 

E’ arrivato il momento di farcirle! Riempitele con le mele cotte, chiudetele, spolveratele con zucchero di canna a velo e una spruzzatina di cannella, qualche gheriglio di noce in più et voilà… bon appétit!

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STUFATO DI CECI ALLA MAROCCHINA

Secondo appuntamento per la rubrica #incucinacolceppo in collaborazione con la food-blogger Lucia di @leprelibatudini.

 

STUFATO DI CECI ALLA MAROCCHINA

Ingredienti:

  • 240 gr di ceci cotti sgocciolati
  • 2 carote medie
  • 1 barattolo di polpa di pomodoro
  • Una manciata abbondante di uvette
  • 2 spicchi di aglio
  • Olio e sale q.b.
  • Prezzemolo q.b.

 

Spezie:

  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaino di paprika affumicata
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1/2 cucchiaino di pepe

 

Per accompagnare:

  • 200 gr di cous cous integrale + 400 ml di brodo vegetale
  • 250 gr di yogurt di soia al naturale condito con succo di 1/2 limone, sale e prezzemolo, possibilmente lasciato a sgocciolare  qualche ora o tutta la notte in frigo (mettetelo in un colino coperto da garza di cotone ed appoggiato su una ciotola capiente in modo che possa perdere il liquido in eccesso e diventare una crema densa).

Procedimento:

In una casseruola con poco olio soffriggete l’aglio assieme alle spezie e alle carote tagliate a pezzetti.

Dopo un paio di minuti aggiungete i ceci, le uvette precedentemente ammollate, la polpa di pomodoro e un bicchiere d’acqua.

Abbassate la fiamma e cuocete coperto per 30-40 minuti o finché raggiunta la consistenza desiderata, mescolando di tanto in tanto.

Aggiustate di sale ed eventualmente di spezie se siete amanti dei gusti decisi.

Nel frattempo mettete il cous cous in una ciotola capiente, versateci sopra 400 ml di brodo vegetale e un pizzico di sale, mescolate bene e lasciatelo coperto a rinvenire. Dopo 5 minuti versateci un filo d’olio e sgranatelo con una forchetta.

Servite lo stufato di ceci sopra un letto di cous cous e della salsa allo yogurt accanto.

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MAC & CHEESE DI CAVOLFIORE

Oggi inauguriamo la rubrica #incucinacolceppo in collaborazione con la food-blogger Lucia di @leprelibatudini.

Dopo circa un anno che Lucia è nostra cliente i nostri prodotti, abbiamo scoperto la sua passione per la cucina.
E’ nata quindi questa collaborazione: noi le portiamo i prodotti e lei si sbizzarrisce creando ricette squisite.

Per il primo appuntamento abbiamo pensato di proporvi una ricetta che vede protagonista un ortaggio che molti di voi troveranno nel Ceppo di questa settimana: il #cavolfiore!

 

MAC & CHEESE DI CAVOLFIORE

Ingredienti:

 200 gr di pasta
 1/2 cavolfiore
 1 carota
 6-8 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
 1 cucchiaino di aglio in polvere
 4 cucchiai di olio evo
 4 cucchiai di acqua di cottura del cavolfiore
 Succo di mezzo limone
 Sale e pepe q.b.

Procedimento:

Cuocete il cavolfiore e la carota in abbondante acqua bollente (oppure al vapore) per 5 minuti o finché non sono teneri. Poi frullateli assieme a lievito alimentare, aglio, olio e succo di limone, aggiustando di sale e di pepe ed aggiungendo acqua di cottura se serve fino ad ottenere una cremina densa e liscia. Adesso condite i vostri maccheroni con questa crema formaggiosa e guarnite con un’abbondante macinata di pepe fresco oppure paprika affumicata e prezzemolo.

P.S.: il lievito alimentare è un lievito deattivato grazie alle alte temperature (dunque non fa lievitare più niente) che viene usato spesso nella cucina vegetariana come integratore (è ricco di vitamine del gruppo B, ferro e zinco) e come insaporitore (il suo gusto ricorda quello del formaggio). Lo si trova facilmente in tutti i supermercati più forniti sotto forma di fiocchi o scaglie ed è un ottimo alimento da aggiungere alla propria dispensa per la sua grande versatilità.

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Torta di Prugne con Farina di Grani Antichi

E’ giunto il weekend e nel weekend si ha sempre voglia di un po’ di coccole, specialmente dopo il
ritorno alla routine dalle vacanze.
Oggi la nostra coccola si chiama Torta di Prugne con Farina di Grani Antichi, perché è giusto
coccolarsi in maniera sana!
Generalmente si è abituati a mangiare la tradizionale farina di grano tenero bianca 0 o 00 con la quale
prepariamo tutto, ma è una farina molto povera dal punto di vista nutrizionale proprio per via del
processo di raffinazione con cui viene prodotta.

Che cos'è il Ceppo?

 

I vantaggi dell’usare la farina di grani antichi invece sono molteplici:
– conserva molte più proprietà nutrizionali non essendo eliminata la parte più esterna del chicco
– è caratterizzata da un indice glicemico molto più basso rispetto alla farina raffinata
– è molto più digeribile e previene lo sviluppo di intolleranze alimentari
– è più buona e pregiata

Ma passiamo dunque alla nostra ricetta!

Torta-2

 

Ingredienti per uno stampo di 24 cm. ø

per l’impasto:
200 gr. di farina 0 di varietà antica
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di un limone bio
100 gr. di burro morbido
100 gr. di zucchero (volendo zucchero di canna)
2 uova fresche

per la decorazione:
600 gr. di prugne (o anche più)
15 gr. di burro
1 cucchiaio di zucchero di canna


Preparazione

Con le fruste elettriche lavora burro e zucchero, poi aggiungi le uova ed il pizzico di sale e continua a
girare fino ad ottenere una consistenza cremosa.
Setaccia ora la farina con il lievito, grattugia la scorza del limone ed unisci al composto.
Amalgama tutti gli ingredienti sempre con le fruste elettriche, fino ad ottenere un
composto omogeneo. Trasferisci l’impasto nello stampo e livellalo con una spatola.
La quantità dell’impasto ti sembrerà poca ma è giusta così, vedrai. Preriscalda il forno a 180°.

Lava le prugne, tagliale a metà o a quarti, privandole del nocciolo e disponile a raggiera sull’impasto
una accanto all’altra, dall’esterno verso l’interno fino ad usarle tutte.
Sciogli dolcemente i 15 gr. di burro e versalo sulle prugne in maniera uniforme. Spolverale anche con
il cucchiaio di zucchero di canna ed inforna a 180° per 45/50 minuti, facendo la prova stecchino.Decorazione tortaDettaglio Torta Prugne

 

 

 

 

 

 

 

 

Togli la torta dal forno e gusta!

 

Che cos'è il Ceppo?