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casotto di campagna

La conserva di pomodoro – ricordi d’infanzia

Tutto aveva inizio in questo posto, un “casotto” in campagna dove l’intera famiglia dava il suo contributo nella preparazione della conserva di uno degli ortaggi più rappresentativi della cucina italiana, il pomodoro.
La conserva di questo frutto, raccolto in tarda estate, era essenziale per godere della preparazione di diversi piatti anche nel periodo invernale.
Ricordo che ognuno di noi, nonni, genitori, zii, nipoti, aveva un ruolo ben preciso: la raccolta spettava al nonno che sapeva riconoscere la giusta maturazione dei frutti e li poneva nelle cassette; la selezione per scartare le parti rovinate era compito comune; il lavaggio era prerogativa di noi piccoli; mentre il passaggio dei pomodori nell’apposita macchinetta d’acciaio per separare le bucce ed i semi dalla polpa, era affidato a mia nonna che assieme alle altre donne di casa provvedeva anche all’imbottigliamento nelle tipiche bottiglie di vetro color marrone; poi sigillate con tappi a corona dagli uomini tramite la tappatrice manuale.
L’unione faceva la forza!

pomodori
Il momento della bollitura era quello che preferivo, aveva sempre un qualcosa di magico.
Soprattutto perché avveniva al tramonto, quando l’aria si faceva un po’ più fresca ed i colori del cielo si scaldavano di quei toni aranciati.
Io e le mie cugine eravamo così eccitate da questo scenario, dall’odore di legna bruciata, dallo scoppiettio del fuoco che ci mettevamo a cantare!
Nonno allestiva all’aperto l’area destinata alla cottura delle bottiglie, sistemando i bidoni su dei trespoli di ferro. Sul fondo dei bidoni metteva degli strofinacci per attutire i colpi della bollitura, adagiava le bottiglie ed infine ricopriva fino all’orlo d’acqua.
Poi accendeva la legna e attendevamo tutti insieme il tempo di cottura davanti al tramonto, stanchi ma felici di aver conservato il sapore dell’estate.

casotto-retro

 

Che cos'è il Ceppo?

Muesli

I cibi da non dimenticare: i cereali integrali

I cereali integrali in chicco non trasformati sono una meravigliosa fonte di fibra e di micronutrienti.
Quando però gli strati esterni di questi alimenti vengono rimossi con il processo di raffinazione,
ciò che resta è solo amido e proteine. I micronutrienti che vengono persi sono in realtà utili per
rafforzare il sistema immunitario, svolgere una funzione antinfiammatoria generale,
per la prevenzione di vari tumori ed altro…
Anche le fibre, oltre a favorire il buon funzionamento intestinale, sono molto importanti per la
prevenzione delle malattie cardiovascolari e tumorali.
Simili benefici sono anche dovuti ad un indice glicemico e insulinemico relativamente basso
che caratterizza i cereali integrali, rispetto a quelli raffinati.

Riso integrale: tra i cereali è quello più equilibrato. Appartiene alla famiglia delle Graminacee
come frumento, orzo, avena e segale. Contieni amido, proteine, acidi grassi, sali minerali e vitamine.

Miglio: aiuta a riscaldare il corpo ed è preferibile consumarlo in autunno/inverno.
E’ un cereale molto antico, di origine asiatica ma molto consumato nel Medioevo anche in Italia.
Se bene masticato, come andrebbe sempre fatto con i cereali integrali, è particolarmente indicato
per chi soffre di acidità di stomaco. In cucina è molto versatile (ottimo per minestre, sformati,
polpette al forno). NON CONTIENE GLUTINE

Avena: molto energetico, quindi indicato per la prima colazione (si usa nel muesli).
Uno dei cereali con l’indice glicemico più basso e adatto al controllo del colesterolo.
Importante quindi per chi soffre di diabete. Il suo utilizzo più noto in cucina, insieme al muesli,
è il porridge, deliziosa crema tipica della colazione anglosassone. La farina di avena si presta molto
anche per l’utilizzo in prodotti da forno, per un pane più soffice o deliziosi biscotti.

Farro: diffusissimo già diecimila anni fa in Medioriente, è stato progressivamente abbandonato
nel corso della seconda metà del Novecento per la sua scarsa resa produttiva. A livello nutritivo,
si distingue dal grano tenero per una più alta quantità di proteine. Facilità di cottura e gusto eccelente,
è consigliato scegliere sempre farro decorticato e non perlato, perchè la perlatura ne riduce la quantità
di fibre, a favore di una più veloce cottura.

Grano saraceno: a dispetto del nome in realtà non ha nulla a che fare col grano e non è neppure
un cereale. Molto energetico, adatto a scaldare il corpo, infatti è coltura tipica della Siberia, Russia,
Europa dell’Est e Asia Centrale. Eccezionali caratteristiche nutritive, contiene infatti nelle giuste
proporzioni tutti gli amminoacidi essenziali.
Un tempo era abbondantemente coltivato in Valtellina, utilizzato per fare pasta e polenta.
NON CONTIENE GLUTINE

Pizzoccheri della Valtellina (di grano saraceno)

Pizzoccheri

 

Grano: proviene da Europa, Asia e Medioriente. E’ comunemente usato sotto forma di cuscus,
semolino e farina.

Orzo: uno dei cereali più antichi, facilmente digeribile e nutriente.
Particolarmente indicato nei mesi estivi, per le sue proprietà rinfrescanti.

 

 

Insalata+lenticchie

I cibi da non dimenticare: perchè consumare i legumi

Perchè consumare i legumi?

1. Favoriscono chi vuole dimagrire: i legumi sono ideali per chi vuole dimagrire perchè
aumentano il senso di sazietà e rallentano l’assorbimento degli zuccheri grazie al loro
elevato contenuto di fibre.

2. Alternativa alla carne: i legumi sono una ricchissima fonte di proteine vegetali e se consumati
assieme ai cereali integrali possono tranquillamente sostituire la carne.

3. Dieta antinfiammatoria e anticolesterolo: i legumi contengono pochi grassi
ed esclusivamente insaturi (quelli buoni!)

 

Consigli per il consumo dei legumi

1. Devono essere ben cotti ma non disfatti

2. Il sale meglio aggiungerlo a fine cottura per evitare l’ispessimento della buccia

3. Il problema del gonfiore si risolve riabituando l’intestino al consumo.
Le lenticchie sono i legumi che creano meno gonfiore, per cui vanno molto bene
per chi non è abituato.

 

Come cucinare i legumi

Ideali sia per delle gustosissime zuppe invernali, (es. zuppa di farro e fagioli) che in estate
nell’insalate (es. insalata di lenticchie, pomodorini e cipollotti).
Ottimi abbinati a cereali integrali e verdure.

 

Ricetta HUMUS di CECI

200 gr di ceci
1 cipolla media
1 gambi di sedano
mezza tazza di brodo di cottura dei ceci
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio di aceto
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
mezzo spicchio d’aglio
mezzo cucchiaio di capperi dissalati
1 foglia alloro
sale marino integrale

 

Mettete a bagno i ceci per tutta la notte, scolateli e poneteli in una pentola a pressione.
Unite una foglia di alloro, portate in pressione e fate cuocere a fuoco lento per almeno un’ora.
Fate scendere la pressione, togliete l’alloro, unite la cipolla e il sedano interi e proseguite
la cottura finchè i ceci risulteranno ben teneri. Scolate i ceci, eliminate la verdura e versateli
nel frullatore con il prezzemolo, i capperi, l’aglio, il succo di limone e l’aceto. Frullate,
unendo a vostra discrezione un po’ dle brodo di cottura dei ceci, facendo attenzione che l’impasto
rimanga consistente. Assaggiate e aggiustate eventualmente di sale. Ottimo servito così
com’è oppure spalmato su tartine di pane integrale e decorate con un’oliva nera,
una foglia di prezzemolo e un quarto di fettina di limone.

 

 

Fonti: Prevenire i tumori mangiando con gusto (Anna Villarini, Giovanni Allegro)

chicchi-caffe

4 buoni motivi per acquistare il tuo caffè con il Ceppo

E’ giusto andare oltre il Km0?
Secondo noi sì, se si tratta di un prodotto ad alto contenuto etico, biologico e solidale.
E se si tratta di una bevanda, al cui piacere non si vuole assolutamente rinunciare: il caffè!

 

Che cos'è il Ceppo?

 

Abbiamo scelto l’Albero del Caffè (www.alberodelcaffe.org), perché è un caffè fatto nel rispetto
dell’ambiente e delle persone coinvolte nell’intero processo produttivo, dalla coltivazione alla
lavorazione finale. E perché è un progetto sociale pensato per offrire nuove opportunità di lavoro
a detenuti o a persone in condizioni di svantaggio sociale.

 

macinato

 

Un caffè artigianale di alta qualità

Il caffè HUEHUETETANGO 100% Arabica del Guatemala è Presidio Slow Food.
E’ ricavato da piante di Coffea arabica (delle varietà Typica, Bourbon e Caturra) coltivate all’ombra
di alberi ad alto fusto. La raccolta è manuale: le ciliegie sono staccate una a una e riposte in ceste
di vimini legate ai fianchi. I chicchi sono estratti dalle bacche artigianalmente, attraverso un delicato
processo di fermentazione che inizia entro quattro ore dalla raccolta e dura 24-36 ore.
Dopo la spolpatura, i grani seccano al sole per almeno tre giorni,
continuamente rivoltati con un rastrello.
Quello che ne esce è un prodotto da meditazione, da bere in purezza per godere della ricchezza
degli aromi che lo caratterizzano.

 

Fa bene all’ambiente

Ambiente, territorio e biodiversità: oltre il 70% del caffè prodotto nel mondo proviene da
monocolture intensive in pieno sole, responsabili di deforestazione, erosione del suolo, minaccia
agli ecosistemi locali. La coltura biologica richiede il ripristino di un substrato fertile, ottenibile
solo con piantagioni in ombra, meglio se in policoltura. Il nuovo ecosistema diventa presto dimora e
rifugio ideale della fauna locale (uccelli, rettili, insetti, ecc.), spesso minacciata e/o in via di estinzione.

 

Fa bene alla società

Il caffè viene tostato nella torrefazione di Bologna, la cui missione principale è quella di offrire
a persone svantaggiate l’opportunità di imparare un lavoro appassionante e utile per il loro futuro.
Il progetto è una possibilità concreta di crescita e cambiamento per i detenuti delle carceri
di Bologna e per altre persone in condizione di svantaggio sociale.
Grazie a una formazione teorica e pratica sulla produzione alimentare industriale, sulla preparazione
delle bevande a base di caffè, e grazie ai corsi di assaggio, degustazione e formulazione di miscele,
queste persone possono costruirsi una professionalità e aspirare al reinserimento sociale.

 

Fa bene alle comunità contadine in Africa, India e Centro America

Le comunità coinvolte non hanno scelto il caffè, è l’unica cosa che avevano ed hanno avuto da sempre.
Hanno scelto di credere e valorizzare il territorio dove vivono, riunendosi in cooperative che
reinvestono parte degli utili derivanti dalla vendita del caffè nel miglioramento delle infrastrutture
(strade, acqua, luce) della comunità, nella salute dei soci, nella scolarizzazione dei bambini,
nel recupero di saperi e tradizioni unici ed in pericolo.

Fonti: www.alberodelcaffe.org; www.fondazioneslowfood.com

 

Che cos'è il Ceppo?

mucca

Non solo frutta e verdura…arrivano formaggi e latticini biologici

Dopo 1 anno di attività finalmente con il Ceppo potrai ricevere a casa tua anche formaggi e latticini!

 

Che cos'è il Ceppo?

 

Come al solito abbiamo cercato il meglio che il nostro territorio offre e abbiamo scelto
l’Azienda Agricola Poggio di Camporbiano, immersa nel cuore della Toscana, sulle boscose
colline tra Gambassi T.me e San Gimignano, a quasi 500 metri sul livello del mare.

Nata nel 1988, fin da subito ha adottato il metodo di coltivazione dell’agricoltura biodinamica,
che fa uso di prodotti e preparati naturali per la concimazione, per la difesa delle piante e nella cura
degli animali, adotta la rotazione delle colture e ha come obbiettivo l’aumento della vitalità del terreno.

L’azienda produce anche ortaggi, frutta e cereali, ma l’allevamento si può considerare il suo cuore.
Vacche, capre e cavalli da tiro si nutrono solo di foraggi di produzione propria, mettendo a
disposizione il loro latte, il loro lavoro e il letame che rende fertile e vitale la terra.
Per questo è adottato un metodo di allevamento che va decisamente oltre il regolamento biologico:

 

campo

 

Nei formaggi, prodotti tutti nel caseificio aziendale, risaltano la dolcezza, la delicatezza e la digeribilità
del latte, ricco di sapore e proveniente esclusivamente dai propri animali.
Possono essere di vacca, di capra o misti, aromatizzati o semplici, freschi o stagionati, frutto di
una lavorazione artigianale. Il caglio naturale di alta qualità è ottenuto anche da estratti di piante.

Oltre ai campi vengono utilizzati anche i boschi e le zone più marginali come pascoli per capre,
cavalli e vacche. Le vitelle, le manze e le vacche nel periodo che non vengono munte, vivono ai margini
del bosco con a disposizione un luogo coperto dove possono ripararsi e dove hanno tutto il fieno
necessario per crescere e per prepararsi al parto. Le vacche che producono il latte invece vivono
nella stalla e quando possibile escono durante il giorno per pascolare nei prati per poi rientrare
alla sera per la mungitura.

 

pascoli_bici_0413B

 

 

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Il risultato è una linea di prodotti che comprende molte varietà di formaggi tipo:
brie, gorgonzola, scamorza, formaggi da tavola, fontina, robiola, taleggio,
mozzarella, stracchino, formaggini freschi,
a cui si aggiungono yogurt,
ricotte e latt
e crudo.

 

Che cos'è il Ceppo?

 


 

 

yogurt

Meglio magro o intero? 5 cose da sapere sullo yogurt

Negli scaffali è tra i prodotti con più vasta scelta. Interi, magri, alla frutta, cremosi, liquidi.
Lo yogurt nel frigo non dovrebbe mai mancare perché i probiotici, i batteri “buoni” contenuti
in questo alimento, aiutano la digestione, stimolano il sistema immunitario,
producono importanti
vitamine assorbite poi dall’intestino ed aiutano a mantenere
le mucose intestinali ad un PH neutro.
Non lo fanno gratis, ma solo in cambio della nostra ospitalità e di un po’ dei nostri alimenti.
Ma attenzione, non tutti hanno questi benefici. Come sceglierli dunque?

1. Tutti i batteri sono utili?

Negli yogurt è necessario distinguere tra presenza di:

  • batteri lattici occasionali (alloctoni) che non colonizzano l’intestino e quindi senza gli effetti
    di cui abbiamo accennato all’inizio. Questi sono transitori nell’intestino, con effetti circoscritti e
    temporanei o destinati alla demolizione digestiva come alimenti;
  • batteri lattici permanenti (autoctoni o probiotici) in grado di attecchire e crescere
    nell’apparato digerente dell’uomo, formando una flora batterica stabile: i principali sono il
    Lactobacillus, Bifidobacterium, Enterococcus.

 

2. Naturale o alla frutta?

Controllate che gli ingredienti siano solo latte e fermenti e vi accorgerete che la scelta ricadrà
sullo yogurt naturale bianco. Se sembra troppo acido o il gusto non è di vostro gradimento,
potete aggiungere frutta a pezzi, frutta secca, orzo o caffè al momento che lo consumate.
Gli yogurt già aromatizzati con frutta o cereali contengono un numero ridotto di probiotici perchè,
non nutrendosi di fruttosio o altri zuccheri, trovano un ambiente meno favorevole alla loro crescita.
Evitate il più possibile prodotti contenenti zucchero, coloranti, conservanti,
aromatizzanti e edulcoloranti.

 

3. Intero o magro?

Scegliete lo yogurt bianco intero. Dal punto di vista organolettico e nutrizionale,
lo yogurt intero bianco è il migliore. Al contrario di quel che si pensa, il contenuto di grassi
di uno yogurt intero è estremamente basso; oggi va molto di moda preferire quello magro
con un livello di grassi inferiore all’1%, peccato che molto spesso questi prodotti presentino
degli additivi (zuccheri) molto più dannosi per sopperire alla mancanza di grassi.

 

4. Biologico o non biologico?

Naturalmente preferite il biologico.
Ma in questo ambito neppure gli alimenti biologici sono sinonimi di salutare!
Anche gli yogurt prodotti con il latte migliore possono contenere frutta, zucchero o altre aggiunte.
Quindi yogurt biologico, naturale, intero. Stop!

 

5. Yogurt da bere o crema di yogurt?

Il boom dello yogurt da bere è abbastanza recente.
Si tratta di latte in cui il processo di acidificazione dei fermenti è stato interrotto prima di raggiungere
la consistenza compatta tipica dello yogurt. Le pubblicità ci invitano a consumarli per rafforzare
le difese immunitarie e tenere sotto controllo il livello di colesterolo.
Ovviamente i miracoli non li fa nessuno, nemmeno i fitosteroli, senza una dieta sana,
una regolare attività fisica ed uno stile di vita regolare.

Per quanto riguarda i cremosi, non vanno confusi con lo yogurt! Contengono sostanze che li rendono
troppo grassi e troppo dolci: latte o latte in polvere, zucchero, amido modificato, addensanti,
coloranti e aromatizzanti. Un cocktail di sostanze che vanno a discapito della nostra salute!

Riassumendo: preferite la semplicità senza complicarvi la vita!

 

Ecco degli esempi di etichette di yogurt in vendita da preferire e quali da evitare:

 

Preferire

  • yogurt intero biologicoLactobacillus bulgaricus, Streptococcus thermophilus, Bifidobacterium bifidum

Evitare

  • yogurt parzialmente scremato: preparazione di frutta arricchita con calcio e vitamina D, E1422,
    polidestrosio, sali di calcio, aromi, colorante E120, zucchero;
  • yogurt intero con fermenti lattici vivi: preparato alla fragola (fragole 6% sul totale, zucchero, sciroppo di glucosio, fruttosio, amido modificato, aroma, colorante: rosso di barbabietola), zucchero.

 

Fonti: Anna Villarini, Francesca Di Gangi, “Scegli ciò che mangi – Guida ai cibi che aiutano a proteggere la salute”
Foto: https://www.flickr.com/photos/neilconway/

 

Che cos'è il Ceppo?

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Non solo Halloween: la zucca dà il meglio a tavola!

Allieta l’infanzia con sogni più dolci trasformandosi in carrozza nella favola disneyana.
Affascina ed intimorisce con l’aspetto mostruoso alla festa di Halloween. Forse è entrata ormai
più nell’immaginario collettivo per il suo valore simbolico che per il suo utilizzo in cucina!
E sebbene questo immaginario abbia a che fare solo con la classica zucca gialla, è bene ricordare
che ne esistono altrettante varietà curiose e diverse per forma e dimensione.
La zucca è un po’ come il maiale, non si butta via nulla: nè i semi, ottimi scaccianoia davanti alla tv
ma anche ricchi di proprietà benefiche, nè la buccia per alcune varietà (potimarron o zucca Hokkaido).

La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è ricca di minerali, tra cui fosforo, ferro,
magnesio e potassio; buono anche il quantitativo di vitamina C e di vitamine del gruppo B.

Ecco 4 ricette per godere dei benefici e del gusto inconfondibile di questo tipico alimento autunnale:

 

Che cos'è il Ceppo?

 

Curry vegetariano con zucca e ceci

Ingredienti (per 4 persone)
800 gr di zucca
400 gr ceci cotti
320 gr riso basmati
4 cucchiai di olio
1 cucchiaino paprika piccante
1 cucchiaino Garam Masala
1 cucchiano di curcuma
1 cipolla rossa
2 spicchi di aglio
250 ml di brodo vegetale
sale q.b.

Procedimento:
Fai cuocere i ceci in pentola a pressione fino a che siano ben teneri o utilizza quelli già cotti.
Prendi la zucca ed elimina la buccia e i semi interni; pesane 800 gr e tagliala in dadi della stessa
dimensione circa dei ceci così da avere lo stesso tempo di cottura. Trita finemente la cipolla e falla
imbiondire in una padella antiaderente insieme all’aglio per un paio di minuti; aggiungi le spezie e
falle tostare ancora un paio di minuti dopodiché aggiungi la zucca e falla rosolare per circa 5 minuti.
Aggiungi i ceci già cotti e il concentrato di pomodoro insieme all’acqua o brodo vegetale;
abbassa la fiamma al minimo e mescola con un cucchiaio di legno. Copri con un coperchio e
fai cuocere fino a che la zucca sia molto morbida ma non sfatta, circa 15 minuti; se necessario
aggiungi ancora poca acqua calda (o brodo vegetale) così da non asciugare il sughetto che
deve restare cremoso.
Nel frattempo fai bollire il riso basmati in abbondante acqua bollente e salata; scolalo al dente.
Servi il curry vegetariano accompagnato dal riso basmati.

 

Zucca al forno con patate

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Ingredienti (per 4 persone)
500 gr di polpa di zucca
2 cipolle piccole
5 patate gialle
5 pomodori ben maturi e polposi
1 cucchiaio di rosmarino
Olio extravergine d’oliva q.b.
Sale e pepe q.b.

Procedimento:
Taglia la zucca dopo averla sbucciata e falla a fettine spesse un centimetro. Pela e lava le patate,
falle a fette rotonde e molto sottili di circa mezzo centimetro di spessore. Sfoglia e affetta la cipolla
finemente, le fettine devono essere molto sottili, quasi trasparenti.
Sbuccia i pomodori e falli a cubetti. Ungi una teglia da forno con l’olio e comincia a fare il tortino
sovrapponendo gli strati di verdure, cominciando con le patate, le cipolle e per ultimo la zucca.
In cima a tutto, spargi il pomodoro a cubetti e versa un filo di olio extravergine di oliva.
Regola di sale e pepe e metti nel forno già caldo a 190 gradi per circa un’ora. Se la superficie dovesse
tendere a scurirsi troppo, coprila con della carta di alluminio.
Fai riposare il tortino di verdure per una decina di minuti prima di portare in tavola.

 

Gnocchi di zucca

Ingredienti (per 4 persone)
1,2 kg di zucca
250 gr di farina
120 gr di Parmigiano reggiano
2 uova
1 bicchiere di latte
50 gr di burro
1 spicchio d’aglio
1 rametto di rosmarino
Sale e noce moscata q.b.

Procedimento:
Pulisci la zucca e tagliala a fette di 1 cm di spessore. Condisci con sale e rosmarino e cuoci a vapore
le fette di zucca. Lasciala raffreddare e poi frullala nel mixer insieme latte, uova, aglio, un pizzico di
sale e di noce moscata. Versa il tutto in una terrina e aggiungi la farina e 80g di Parmigiano Reggiano
per creare un impasto morbido. Servendoti di un cucchiaio forma degli gnocchi.
Prepara 40g di burro fuso con qualche ago di rosmarino. Immergi gli gnocchi in acqua già bollente
lasciandoli cuocere finché non verranno a galla. Condisci con il burro fuso e Parmigiano Reggiano.

 

Muffin al farro con semi di zucca

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Ingredienti (per 4 persone)
1 tazza e ¼ di farina di farro
3 tazze di zucchero di canna
1 tazza di latte
½ cucchiaino di lievito in polvere
1/3 di tazza di olio di riso
1 carota
1 mela
semi di zucca q.b.

Procedimento:
Preriscalda il forno a 180°. Metti il latte in una larga ciotola, aggiungi lo zucchero e l’olio e mescola.
In un contenitore separato mescola la farina, il lievito, la carota grattugiata e la mela tagliata a dadini
piccoli e mescola bene. Unisci i due composti, i semi e mescola. Rivesti con carta da forno dei pirottini
da muffin e versa il composto, cospargendo la superficie con altri semini. Inforna a 180° per 20′ circa,
controllando la cottura con uno stecchino.

 

Che cos'è il Ceppo?

cav nero

Guida al consumo dei cavoli: scopri come cucinarli e mangiarli con gusto

Forse è l’odore che sprigionano durante la cottura o forse è che non li conosciamo abbastanza:
fatto sta che i cavoli sono molto meno apprezzati di quel che meriterebbero!

Spesso infatti si mangiano le solite 2-3 varietà, cucinate perlopiù allo stesso modo, ignorando
la loro grande versatilità: possono essere utilizzati in primi piatti, come condimento di pasta e
cereali integrali (riso, farro e orzo) o come contorni. Ma soprattutto d’inverno, insieme a cereali,
legumi e altre verdure, possono dar vita a fantastiche zuppe!

Ecco alcune delle più comuni varietà, con relativi spunti culinari:

 

Che cos'è il Ceppo?

 

Cavolo verza e cavolo cappuccio

cappuccio

A differenza degli altri cavoli crescono tutto l’anno. In estate potrai quindi prepararti una bella insalata,
con lattuga, carote e cavolo cappuccio tagliati a listarelle; nelle stagioni fredde si prestano a tutti
i generi di cottura: oltre alla classica bollitura, possono essere saltati in padella, cotti in forno o stufati.

Primo piatto: zuppa di cavolo verza e fagioli cannellini

Secondo piatto: stufato di cavolo cappuccio rosso con mela e speck

Contorno: insalata di cavolo cappuccio e lattuga


Cavolini di bruxelles

bruxelles

Assomigliano nella forma ai precedenti, ma in miniatura. Sono tipicamente invernali e
si mangiano perlopiù cotti. Si possono lessare, cuocere in forno o far saltare in padella,
si sposano benissimo con carne di maiale o formaggi.

Primo piatto: pasta con cavolini di bruxelles e pancetta

Secondo piatto: cavolini di bruxelles gratinati con burro e parmigiano

Contorno: cavolini di bruxelles al forno con patate e cipolle

 

Cavolo nero

Tipicamente toscano e tipicamente invernale: più è freddo e più acquista sapore.
Utilizzato per la celebre “ribollita”, il cavolo nero viene generalmente cotto, ma le foglie giovani
e tenere, tagliate fini, renderanno unico anche il sapore di un’insalata.
Oltre ad essere lessato, in tante ricette si salta in padella con aglio e altre verdure.

Primo piatto: pasta al pesto di cavolo nero (con mandorle, pinoli, aglio e parmigiano)

Secondo piatto o piatto unico: polenta con cavolo nero e fagioli

Contorno: bruschetta con cavolo nero e olio novo

 

Broccoli

broccoli

A differenza del cavolfiore, l’infiorescenza è di colore verde scuro. Già disponibili in ottobre,
raccolti piccoli e teneri possono essere mangiati crudi in pinzimonio, ma più tipicamente
sono cotti al vapore, saltati o scottati: in ogni caso, sono buonissimi da gustare sia da soli che
insieme alla carne o ai legumi.

Primo piatto: pasta con broccoli e ricotta

Secondo piatto: broccoli e ceci al curry

Contorno: broccoli scottati con senape

 

Cavolfiore

cavolfiore

Anche questo è un cavolo tipicamente invernale. Come i broccoli, può esser mangiato crudo
se piccolo e tenero, in insalate o in pinzimonio. Si può inoltre conservare sott’olio o sott’aceto.
E’ forse il più versatile in cucina, gli usi sono veramente infiniti: condimento di primi piatti, torte salate,
insalate e contorni vari, con qualsiasi modalità di cottura.

Primo piatto: farro con ragù di cavolfiore

Secondo piatto: polpette di cavolfiore (con uova e formaggio)

Contorno: insalatina di cavolfiore crudo con mela e pinoli

 

Che cos'è il Ceppo?

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5 Frutti dimenticati che forse non hai mai assaggiato

Tutti i toscani conoscono il modo di dire “andare in brodo di giuggiole”,
ma quanti sanno di cosa si tratta? Sono moltissimi i frutti selvatici da cui le nostre nonne
sapevano trarre piatti e marmellate gustosissime. Da tempo non vengono più considerati,
coltivati e gustati come meriterebbero. Sono piante coltivate ormai sporadicamente
negli orti domestici, per cui trovarne i frutti al supermercato non è così facile.
Scopriamone di seguito alcuni e se vi capita di trovarli e riconoscerli non ve li fate scappare!

 

Che cos'è il Ceppo?

 

Sorbe
Diffuse nei boschi e nei luoghi rocciosi, sono frutti autunnali simili a piccole mele.
La polpa un tempo veniva essiccata e mescolata alla farina di grano che era poca, per ottenere il pane,
mentre mischiata alla farina di mais dava un ottimo sapore alla polenta.
I frutti hanno benefici astringenti, tonici, diuretici, antireumatici e antiemorragici.

Sorbe

Sono ideali per preparare un ottimo liquore, il sorbolino, ma anche marmellate, grappe e salse.
La polpa dei frutti maturi si utilizza in cosmetica per ottenere detergenti e tonificanti per la pelle.

 

Giuggiole
L’espressione tipica toscana “andare in brodo di giuggiole”, riferita a chi manifesta grande felicità,
rende bene l’idea della loro bontà! Note anche col nome di “datteri cinesi”,  si possono consumare
al naturale freschi o secchi, per preparare marmellate, gelatine, liquori oppure conservate
sotto grappa e in salamoia. Le giuggiole sono sfruttate come tonico per ridurre gli stati d’ansia
e per alleggerire infiammazioni della gola, bronchiti, raffreddori e raucedine.
giuggiole

 

Pere Volpine
Si tratta di pere selvatiche raccolte in autunno, povere di zuccheri e calorie, ricche di vitamine
e sali minerali. Il nome sembra sia dovuto al fatto che le volpi ne siano molto ghiotte.

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Il gusto di queste pere viene esaltato dalla cottura in un buon vino rosso, intere con la loro buccia,
zucchero quanto basta e aromatizzate con cannella e chiodi di garofano.
Il succo ha funzione antisettica, anticarie, contro l’acidità, disintossicante e per la bellezza della pelle.

 

Corbezzoli
Durante il Risorgimento era uno dei simboli dell’unità nazionale per i colori che in autunno
rimandavano alla bandiera italiana: verde (foglie), bianca (fiori) e rossa (frutti).
Grazie al colore rosso intenso del frutto, la pianta viene tuttora utilizzata a scopo ornamentale
in parchi e giardini.
Dal frutto si ricavano ottime marmellate. Il miele di corbezzolo, prodotto molto ricercato
per le sue proprietà antisettiche e per il suo tipico gusto amaro, si consiglia di assaporarlo
su una fetta di pane tostato o spalmato su un pezzo di pecorino.

 

Nespole (varietà primaverile, nespolo del Giappone)

 

nespolo

Forse l’albero da frutto più conosciuto tra i 5, il nespolo nei secoli passati era un albero molto comune
nei cortili perché si credeva che allontanasse le streghe e la sfortuna.
I frutti, raccolti a primavera inoltrata, diventano molto dolci soltanto a piena maturazione,
altrimenti risultano leggermente aciduli.
Sono ricchi di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C e sali minerali.
Oltre ad essere mangiate fresche, la polpa matura viene impiegata per la preparazione
di gustose marmellate. Dal nocciolo invece si ottiene un liquore detto Nespolino.
Grazie al loro elevato potere saziante e allo scarso apporto calorico, sono utili come alimento
da integrare in un regime dietetico dimagrante.

 

Che cos'è il Ceppo?